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Mostre

18.5.2010 - 30.5.2010
Museo civico (Piccola Galleria)
mostra personale: Josip Zanki

Zavičajni muzej Grada Rovinja
Sui nani e sui troll
Alla mostra – ambiente "Altare", Josip Zanki si presenta brillantemente con l'esposizione strutturata ed elaborata con precisione, anche con un concetto poetico, di quello che – secondo le sue esperienze e convinzioni – dimora negli angoli dimenticati del paesaggio ancora intatto del Velebit, e comprime questa convinzione in una visualità chiara, ferma e suggestiva. Ci conduce in leggendari paesaggi boschivi, luoghi mitici, negli ambienti di montagna intatti ed ancora disabitati sui ripidi pendii del Velebit, nei luoghi impervi del mondo delle fate, dove tutto funzione a modo suo, con un propria logica, in zone nella cui realtà crede e che noi accoglieremo a cuore aperto o con riserbo.
Si tratta di un mondo in cui l'aspetto empirico è sospeso, dove gli elementi reali sono stilizzati e la realtà sopressa; dinnanzi a noi si apre un paesaggio senza tempo, nei cui spazi archetipici domina la sola natura, e non l'uomo, dove gli alberi non sono vittime di abbattimenti, ma dell'età vetusta, della bora o dei fulmini, nei quali dobbiamo immergerci profondamente per trovarne il significato, perché si tratta di indagine ed interpretazione di fenomeni mistici ed esoterici.
Come esoterico, Zanki partecipa, osserva e riferisce sui troll e sui nani e presenta la relazione in base a quanto scorto in loco. L'esoterismo – di esseri, fenomeni, eventi ed effetti per noi strani – è uno degli spazi mentali di Zanki con cui si muove sempre di nuovo, sempre in maniera più moderna, procedendo ogni volta più profondamente, per cui l'esperienza esoterica è l'impostazione di alcune altre sue precedenti ricerche ed interpretazioni.
Nei disegni visivamente attrativi domina il senso di ciò che sta dall'altra parte, del sorprendente, del mistico e del fiabbesco, si presentano a noi scene simili a quelle del paesaggio onirico, reali e surreali allo stesso tempo, immerse nella storia e nei misteri dimenticati, al limite fra il reale e il possibile, fra la semplicità e la tranquillità, fra il significato conosciuto e quello ingnoto. I disegni affermano l'irrazionalità, ciò che siamo o non siamo pronti a percepire, la presenza e l'assenza, l'affermazione e la mancata verifica e raccontano – della magi naturalis, di un'altra realtà. Manca la rappresentanza logocentrica, le foreste parlano la lingua segreta dei simboli, perché i loro messaggi non si possono trasmettere tramite il nostro linguaggio.

Zanki si inoltra in una foresta in cui nulla si muove, camminando fra alberi veri legati simbolicamente agli esseri che li abitano, che ne hanno cura e credono in loro. In primo piano ci sono i tonchi da cui si ramificano le fronde contorte dalla bora del Velebit. I floridi boschi respirano una partcolare vita, i tronchi e i rami irregolari sono la dimora di abitanti segreti, la residenza di esseri a noi invisibili, creature di favole che vengono trasmesse oralmente dai nomadi e dai popoli montanari – celano nani e troll, spiriti grotteschi della terra e del suolo – e dalla loro conteccia sembra come se le faccie birichine di questi burloni, ma anche guide e consulenti che ascoltano il respiro del Velebit, ci facessero l'occhietto.
I tronchi dei faggi e delle querce sono la casa dei troll, quelli dei pini la dimora dei nani. Perciò anche l'aspetto dei faggi – idoli particolari – è insolito – secondo gli studi esoterici – i troll desiderano abitare gli alberi più grandi del bosco, i tronchi sono per loro quello che per gli uomini è la cattedrale, l'energia dei loro abitanti è espansionistica, si gonfiano e poi si deformano e assumono forme curiose. Nella configurazione degli alberi di faggio e di quercia s'impone regolarmente un ramo chiave, che incorpora ed emette l'energia di tutto l'albero e mette in risalto il microsito della dimora dei troll, e dal punto di vista formale sostiene la composizione del disegno. I pini con i nani sono il loro opposto – nelle radute del Velebit crescono in felice simbiosi con l'erba da falciare, secondo la gerarchia isoterica il pino è più prossimo all'uomo, la sua energia è più modesta, ma più positiva, per cui i pini mantengono forme più eleganti.
Anche in questa occasione Zanki si conferma un autore che efficacemente e in maniera plasticamente attrattiva opera con fenomeni di esperienze ed espressione di conseguenze visibili ed invisibili della prassi e della sperimentalità.
Ivica Župan

Biografia

Zavičajni muzej Grada Rovinja

BIOGRAFIAJosip Zanki è nato il 14 marzo 1969 a Zara. È cresciuto nel villaggio di Privlaka, a nord-ovest di Zara, in una famiglia di pescatori-contadini. Ha portato a termine la scuola media superiore "Juraj Braković" a Zara nel 1987. Si è laureato all'Accademia delle belle arti a Zagabria nella classe del prof. Miroslav Šutej nel 1994 sul tema di teoria del Misticismo nella prassi artistica di J. Beuys e con il ciclo grafico sperimentale "Macchine nuove" rivisitando le ricerche dello scienziato rinascimentale Fausto Vrančić. Molto presto ha iniziato ad occuparsi di scavi archeologici e possiede una collezione di 200 reperti della preistoria, dell'evo antico e del medio evo. Josip Zanki agisce pubblicamente dal 1986 nel campo della grafica, della video art, delle installazioni e delle performances. Sinora ha esposto in più di 200 mostre collettive e 50 mostre personali nel nostro paese e all'estero. Fra i progetti artistici il più importante è la performance "Mirila" eseguita a Bologna – conservatori del museo Gino Giannuzzi e Fabio Cavalucci, a Trieste – Trieste contemporanea, conservatori del museo Giuliana Carbi e Franco Jesurum e a Boston – Mobius, conservatore del museo Jed Speare. Nel 2008 ha partecipato al laboratorio "Haimat" realizzato in coproduzione della Fondazione M. Pistoletto – Città dell'arte e della Nexta Graz (con cui collabora continuamente). Il medesimo anno ha rappresentato la Repubblica di Croazia alla Biennale del Cairo – Egitto. Ha pubblicato varie mappe poetico-grafiche fra le quali si distingue "Sedam posljednjih Kristovih riječi / Le ultime sette parole di Cristo" (assieme a Luka Paljetak). Nel 2005 la casa editrice "Profil" ha pubblicato la monografia "Grafike i crteži / Grafiche e disegni" sulla sua attività. Gli autori del testo sono Slaven Marko Perović e Rujana Jeger. Dal 1999 al 2002 è stato a capo del Laboratorio artistico "Planine" e dal 2007 conduce il Laboratorio artistico "Dolazak u baštinu". Entrambi i laboratori problematizzano il retaggio del primo romanzo croato "Planine" nel contesto della prassi artistica contemporanea. Sull'attività di Josip Zanki hanno scritto: Tonko Maroević, Darko Schneider, Đuro Vanđura, Duško Kečkemet, Ana Dević, Antonija Majača, Vesna Križić, Nikola Albaneže, Sanja Cvetnić, Ivica Župan ... Per la sua opera nel campo della grafica e del film sperimentale è stato premiato più volte: 1988 – Premio per il miglior film sperimentale, Festival del film Mala Pula / Piccola Pola, Pola, 1993 – Premio Ottaviano per il miglior film di cartoni animati, Giornate del film croato, Zagabria, 1994 – Elogio speciale dell'Accademia delle belle arti, Zagabria, 2003 – Premio per Ex libris – Ex libris, Fiume, 2006 – Premio del Ministero per la cultura della RC – Triennale della grafica – Glittoteca dell' Accademia croata delle arti e delle scienze, Zagabria. È membro della Comunità croata degli artisti autonomi dal 1997; presidente della Società croata degli artisti d'arte figurativa dal dicembre 2007; membro del Consiglio per l'arte figurativa del Ministero per la cultura della RC. Vive e lavora a Zagabria.

zanki@josipzanki.com

 

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