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28.7.2009 - 15.8.2009
crkva sv. Tome
mostra personale: Danilo Dučak

Zavičajni muzej Grada Rovinja
Attimo

Un ambiente sconsacrato, un quadro olio su tela 230x175 cm, un letto, le tende sventolanti alla finestra, una proiezione video, il mugghio del mare, scenografia per un’installazione site specific per uno spettacolo che dura ininterrottamente e che caratterizza soltanto un attimo vissuto dallo stesso artista. Tuttavia, una scenografia così allestita riflette anche il rapporto fra l’opera d’arte e l’ambiente in cui l’artista ha vissuto l’azione in origine.

Lo spettacolo si ripete di continuo negli oggetti che formano la scenografia: nel quadro, nell’installazione video, nel suono, nell’ambiente sacro. Contemporaneamente è anche statico, perché riflette soltanto un attimo, l’attimo che l’artista ha vissuto con maggiore intensità. L’attimo che attraverso la ripetizione diventa eterno, una vicenda senza fine. Questo attimo può essere denominato nel modo più semplice e più preciso con una sola parola – orgasmo.

Apparentemente, il luogo dell’azione è semplice, l’ambiente quadrangolare della galleria di forma irregolare, tinto di bianco. Deve rappresentare la camera da letto, il luogo in cui l’attimo è stato vissuto. Il posto dove si dorme, il posto in cui si è trasportati in uno stato particolare, inconscio. Non è forse questo stato particolare il sonno oppure ciò che i sogni offrono? Però la galleria di San Tommaso non è soltanto uno spazio espositivo; una parte dell’ambiente, una parete, è occupata da un altare spoglio, primordiale, un tempo barocco. Lo stesso spazio espositivo è una chiesa, un luogo di particolare stato d’animo. Un particolare stato d’animo che, in piena coscienza, possiamo raggiungere anche meditando nella preghiera.

Tutti gli elementi della scenografia o meglio dell’installazione sono elementi di cui si servono gli artisti d’espressione moderna. Nuovi media in una nuova prassi artistica: il video, il suono, gli oggetti readymade come il letto e la tenda alla finestra. Salvo un oggetto: il quadro olio su tela. Atipico per una nuova prassi artistica; un quadro barocco. Un quadro che nella sua presentazione iconografica rappresenta un attimo, l’attimo dell’infatuazione ossia l’attimo dopo l’attimo.

“La conversione di Paolo”, un quadro del Caravaggio del 1601, quadro che l’artista Danilo Dučak pone come contrappeso a tutti gli altri elementi dell’installazione. Dučak ha riprodotto (ricopiato) il quadro di sua mano fino ai più piccoli dettagli. Perché non ha usato anche su questo elemento i nuovi media e eseguito una stampa ad ink-jet? Un osservatore superficiale o malintenzionato potrebbe dire che Dučak desiderava mostrare ad alcuni artisti dei nuovi media un’arte irraggiungibile, se il quadro non rappresentasse quell’attimo di particolare stato d’animo: la luce che lo fa cadere da cavallo. Un attimo riportato quasi cinematograficamente, un decimo di secondo dopo l’evento principale. L’attimo che si può vivere soltanto se si cerca di dipingere.

L’atmosfera della galleria e i quadri sono quasi identici; da un ambiente oscuro emergono i volumi dei personaggi di San Paolo, del suo scudiero e del cavallo. L’umore o lo stato d’animo subito dopo l’evento principale è l’atmosfera creata dal film sulla parete. Il riflesso della luce dalla superficie del mare che si intravede dalla finestra della stanza è presente del sogno orgasmico dell’artista e simboleggia la luce che fa cadere il santo da cavallo.

La site specific scenografica e l’installazione video, lentamente, quasi senza accorgersene, si trasforma in avvenimento. La copia del quadro barocco del Caravaggio e l’installazione video, assieme agli altri oggetti nell’ambiente e all’ambiente stesso della galleria vengono trasformati. Diventano simboli a servizio dell’inclusione dell’osservatore nel rapporto diretto con l’ambiente e la luce. Danno all’osservatore la possibilità di riconoscere l’esperienza viva dell’artista, questo passaggio in un particolare stato d’animo. Un atto che lo conduce in un’avventura senza fine, nell’attimo.

Dario Sošić, conservatore superiore

Biografia

Zavičajni muzej Grada Rovinja

Danilo Dučak è nato nel 1953 a Zagabria. Nel 1972 porta a termine la Scuola d’arte applicata e si iscrive all’Accademia delle belle arti dove, nel 1977, conclude gli studi nella classe del prof. Reiser. È membro dell’Associazione degli artisti d’arte figurativa ed applicata della Croazia – ULUPUH dal 1977. Dučak ha iniziato la sua carriera come fotografo, ha lavorato nel settimanale “Polet” che ha promosso per primo la parità dell’importanza della fotografia e del testo. Negli anni ’80 inizia ad occuparsi di illustrazioni. Nel 1988-89 va negli Stati uniti (New York), dove si dedica soprattutto all’elaborazione di copertine per i libri (sinora circa un migliaio). Dal suo ritorno da New York, avvenuto nel 2006, vive e lavora a Zagabria e Montona, dove, accanto alla pittura, che come dice egli stesso è la sua prima passione, si occupa anche di cartoni animati con l’aiuto del computer in animazione 3D.


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