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16.6.2009 - 4.7.2009
crkva sv. Tome
mostra personale: Egidio Budicin

Zavičajni muzej Grada Rovinja
˝Il fantasmatico ha la priorità assoluta sulle parole. Precede la parola e la comprensione di ogni prassi linguistica. Da qui due grammatiche separate e diverse, dalle quali una non è per niente meno importante dell’altra: la grammatica della lingua parlata e la grammatica della lingua fantasmatica."
Ioan P. Culianu

La dottrina del pneuma fantasmatico basa ogni concezione e cognizione sul sistema del fantasma. L’amino, così lo interpretano gli antichi pensatori, non può comprender il mondo apparente se non tramite una serie di fantasmi creati dallo spirito trasformando i messaggi dei cinque sensi. I processi spirituali compresi in tal maniera sono inseparabili dal processo immaginativo. Comprendere, secondo Aristotele, significa osservare i fantasmi. Le immagini fantastiche non sono soltanto oggetti di percezione: sono proprio soggetti dell’immaginazione. Immagini attraverso le quali la fantasia operosa da forma alle nostre cognizioni.
L’abate Pluche ritiene che è assurdo sforzarsi per comprender un’immagine, visto che il suo scopo è proprio quello di presentare ciò che è impronunciabile. Questa istruzione contraddice la nostra necessità di intendere con il pensiero il senso di un’immagine. Tuttavia, come un pensiero deve essere ponderato, al pari influisce sul carattere figurato come norma. Perciò la grammatica e la sintassi della lingua parlata si rispecchiano in una certa immagine della ragione.
I quadri di Egidio Budicin vanno guardati come creazioni fantastiche. Esprimono la necessità dell’indipendenza pittorica, l’esigenza di dar forma ad una serie di formazioni  artistiche  che, pur essendo stimolate dalla materialità di ciò che si percepisce, diventano soggetti di manifestazione, e non soltanto oggetti di veduta. I punti di partenza delle opere di Budicin sono di due tipi. Sono “oggetti” di stampa: quadri di ritagli di giornale, fotografie di giornali a punti grossolani, una specie di iconoteca della stampa quotidiana o settimanale. Brevemente, oggetti di ciò che si è visto, attinti dai media editoriali in media artistici.
Il secondo punto di partenza è l’oggetto della lingua stessa, ovvero la norma del discorso artistico come base del prodotto artistico. La prima “lingua” – il verbo – come spiega Culianu, è un’espressione corporale. I quadri di Budicin – sia quelli recenti che quelli precedenti – sono immagini del verbo, non del nome. Sono delle immagini che hanno avuto forma dal gesto manoscritto, morfema della sua proposizione artistica, al pari del lessema del concetto artistico.
I fattori citati sono soltanto una parte della trasformazione smembrata. La realtà come punto di partenza referenziale ha molteplice funzione di mediazione; la fotografia plasma l’oggetto della realtà nel contesto della sua propria iconografia, mentre la fotografia riprodotta con la stampa porta con sé una propria concisione. Budicin fa suoi i  frammenti di questa realtà così trasformata oppure li tratta figurativamente, talvolta a mo’ di collage, e poi, fotografati, li traduce sulla carta con una stampa digitale. Alcune delle opere così eseguite vengono ritrattate, altre invece le mantiene come icona dogitalizzata.
La catena della trasformazione viene da lui costruita con una particolare poetica della traslazione. Il carattere è modificato con il contenuto traslato e la stessa realtà cambia gradualmente. Proprio come succede nella teoria della cognizione pneumatica, in seno alla quale il destinatario (sintetizzatore cardiaco, direttore egemonico - hegemonicom) percepisce una serie di fantasmi formati dallo spirito e trasferiti tramite i messaggi che i sensi assimilano abbracciando il mondo sensualmente.
Nei rapporti con i fattori così presentati vanno ricercati i possibili punti di sostegno interpretativi delle opere di Budicin. Il testo delle stampe è corredato da un testo artistico: uno spazio virtuale dell’immagine mediatica ricostruito con un’espressione pittorica e con lo spazio che gli appartiene. Su questa traccia si può indicare lo spazio significativo dei quadri di Budicin come spazio ontologico, come spazio di strati superposti della realtà di cui ognuno ha una particolare cornice ontologica, una propria realtà. Quello che esiste di ogni strato separatamente con l’interposizione si associa nel segno in cui l’indicatore e l’indicazione si moltiplicano e associano in movimenti di peculiare significato.
In un certo senso queste opere si possono comprendere anche come affermazione del carattere auratico rispetto a quello riproduttivo dell’opera d’arte (Benjamin). E con più precisione, Budicin cerca di rendere seria ovvero di riconoscere la realtà meccanica, le spoglie della realtà che vengono rigettate in ogni nuovo ciclo dei mutamenti. Anzi, egli indica il potenziale poetico dell’immagine del giornale, il carattere figurativo segreto che va ritolto e nominato di nuovo.
Anche le immagini del verbo hanno un loro nome. Sono dei nomi pittorici di concetti artistici il cui fine è quello di muovere successioni immaginative, creare immagini fantastiche come soggetti dell'immaginazione.
Jagor Bučan

Biografia

Zavičajni muzej Grada Rovinja

Nato a Rovigno nel 1946, si e' laureato all'Accademia di Belle Arti di Zagabria nel 1968 e nel 1984 ottiene la laurea specialistica per il restauro all'Accademia di Belle Arti di Lubiana.

Dal 1968 ad oggi ha realizzato 14 mostre personali ed ha partecipato a una trentina di mostre collettive.

Mostre personali:
1968. Rovinj, Zavičajni Muzej,
1971. Labin, Narodni Muzej, Zavičajni Muzej Rovinj,
1973. Rovinj, Zavičajni Muzej
1975. Beograd, Galerija Kolarčevog Narodnog Univerziteta,
1978. Labin, Narodni Muzej, Rovinj, Zavičajni Muzej,
1981. Zagreb, Galerija Instituta Ruđer Bošković
1982. Poreć, Galerija Narodnog Sveučilišta, Rovinj, Zavičajni Muzej,
1986. Zagreb, Galerija proširenih medija
1989. Karlovac, Galerija centra za kulturu, Zorin Dom,
1997. Rovinj, Zavičajni Muzej.
1990. Rovinj, Zavičajni Muzej.
2003. Rovinj, Zavičajni Muzej.
2004. Zagreb, Galerija Forum.
2008. Zagreb, Atelieri Žitnjak.

Piu' importanti mostre collettive:
1997. Palazzo Costanzi, Trieste /I/.
1998. Villa Manin, Udine /I/; -Foyles Gallery, London /GB/;
1998. Country Museum, Scaraborg /Sweden/;
1998. Umjetnički paviljon-Centar Skenderija, Sarajevo; /B i H/.
2007. Palazzo Costanzi, Trieste; /I/.

 

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