HRVATSKI | ENGLISH | DEUTSCH

 

Izložbe

Chi siamo Mostra permanente Contatto Link utili Novita'

Mostre

7.10.2008 - 26.10.2008
Museo civico (Piccola Galleria)
mostra personale: Vladimir Dodig Trokut

Zavičajni muzej Grada Rovinja
Dovete sapere che esistono due tipi d’arte: l’arte oggettiva e l’arte soggettiva. Tutta la vostra conoscenza, tutto ciò che presupponete e chiamate arte è arte soggettiva. Io non ritengo affatto arte l’arte soggettiva, perché definisco così soltanto l’arte oggettiva. L’arte soggettiva si addebita attributi e caratteristiche dell’arte oggettiva. Voi identificate l’opera d’arte oggettiva e la ponete al medesimo livello dell’opera d’arte soggettiva. Voi dite, l’artista crea, io lo dico soltanto per l’arte oggettiva. Per l’arte soggettiva dico che è creata. Qui voi non fate distinzioni e in ciò sta tutta la differenza. Attribuite all’arte soggettiva svariati poteri. La differenza fra l’arte oggettiva e soggettiva sta nel fatto che nell’arte oggettiva l’artista crea sul serio, esegue quello che intendeva eseguire. In tale opera mette tutte le sue idee e i sensi che intendeva includere. Non c’è niente di casuale, sia nel creare sia nelle impressioni di quest’arte oggettiva.
Il potere di una tale opera è assolutamente determinato, significa che mette in luce tutte le idee, i sentimenti che desidera trasmettere. Nell’arte soggettiva tutto è casuale, l’artista non crea, “è in lui che si crea”, significa che è nel potere delle idee, delle riflessioni e delle disposizioni d’animo che neppure lui comprende, che non può controllare. Sono loro a dominare lui e ad esprimere sé stesse in quello o in questo modo. Casualmente esercitano sull’uomo questa o quella impressione, in corrispondenza alla sua disposizione, al gusto, alle abitudini, alla natura dell’ipnosi in cui vive. Infatti, in un’arte del genere non c’è nulla di immutabile, qui non è niente determinato. L’arte oggettiva è l’arte della completa coscienza e consapevolezza, l’arte soggettiva è l’arte dell’incoscienza. L’arte oggettiva lascia sempre in chiunque una medesima, uguale impressione. È l’arte del potere, mentre l’altra è l’arte del caso.
Per comprendere l’arte oggettiva, per capirla correttamente, si richiede di tanto in tanto un lampo di coscienza e consapevolezza. L’arte oggettiva è possibile soltanto per coloro che la cercano e la desiderano, per coloro che sono pronti ad una lunga lotta con sé stessi e ad agire a lungo su sé stessi. Perciò è indispensabile essere istruiti e coscienti del proprio valore, conoscere il completo cambiamento dei processi interiori o esteriori, la trascendentalità, il contatto con l’essere reale, l’adempimento dell’essere umano.
Il prodotto dell’arte odierna è un processo per dormitori, artisti dormienti che prima di iniziare il processo del risveglio sono già morti, e agli artisti per missione è data la possibilità di fare dei cambiamenti coscienti, di evolvere la coscienza. Per attribuzione l’arte non è morta, ma sono gli artisti ad essere morti, completi dormienti, la loro arte è morta, il loro libido sessuale è morto, il loro sesso è morto, i loro quadri sono morti, loro sono dei dormienti veri e propri, vivono dormendo. Fanno quello che neppure sentono, non esistono di per sé, non si ricordano di sé stessi, non sono esseri coscienti. L’uomo è un essere incosciente (S. Freud) senza uno stato oggettivo di coscienza, e quindi vengono a cessre tutte le funzioni interiori che l’artista con la sua sensibilità non avverte, perché diventa sognatore, assediato da ciò che è inconscio senza qualità effettiva della coscienza, diventa uno pseudoartista, sostanza di conoscenza non oggettiva,  scienza del movimento riflessivo, religioso, mitico dell’intelletto, del pensiero, conferma e negazione, sbadiglio senza veglia effettiva, autosservazione e comprensione di ciò che fa. L’evoluzione soppressa dall’alchimia di ciò che è reale, dall’autopsicosi della personalità, magnetizzazione delle idee riflessive, sostanza rude priva di consapevolezza, di coscienza, si autocoscienza senza la vera idea del ribelle impressa nella natura del bambino e del cosmo. Tormento interiore privo di identità, fuoco senza brace che non può accendere l’evoluzione della coscienza.

Per il comando dell’Antimuseo
VD Trokut e Darko Schneider

Biografia

Zavičajni muzej Grada Rovinja

Vladimir Dodig – Trokut è nato a Kranj il 4 aprile 1949. Ha iniziato le attività artistiche a Spalato nel 1966 dove è vissuto fino al 1976. È leader di diversi gruppi informali tra cui Crveni Peristil, Frakcija grupe Crveni Peristil, Grupa31, Manifest 72. Dal 1976 vive a Zagabria.
È il promotore delle varianti concettuali e postconcettuali della non art e fondatore del black-it-art. È anche autore di diverse fonti operative che vanno dalla scelta d'autore di oggetti d'arte al metodo non riflessivo di creazione come forma mentale. Vladimir Dodig – Trokut è fondatore dell’ Anti-museo.
Si è presentato al pubblico in molte mostre, azioni, performans, installazioni nel Museo d'arte contemporanea e nella Galleria Moderna a Zagabria, nonché in ambienti pubblici della città. È autore dell'edizione e della pubblicazione V.D.T e 505 con la linea, fondatore dell'Università Rossa e Rosso-nera.

 

photo

photo

photo

photo

photo

photo

photo

photo

photo